Apprendimento informale
La formazione informale (autoapprendimento e learning on the job) sviluppa abilità e competenze “tacite”, che come tali sono utili per svolgere il lavoro con gli standard richiesti, fanno funzionare le organizzazioni, ma non sono facilmente descrivibili e quindi trasferibili. Tali processi, soprattutto in caso di apprendimento applicativo, possono essere supportati da oggetti didattici visualizzabili dall’interno degli applicativi stessi (how-to-use), sorta di help contestuali evoluti (testo, immagini, animazioni) che superano la logica del semplice manuale testuale. Questo approccio permette di superare la classica distinzione tra momento e luogo di lavoro e momento e luogo di apprendimento: la conoscenza necessaria per proseguire in modo efficace con le attività professionali è immediatamente disponibile dove serve.
Questo tipo di apprendimento ha che fare con processi di conoscenza e apprendimento principalmente sociali e informali che si muovono anche negli ambienti della rete. Tra i risultati di questo processo di apprendimento possono emergere buone pratiche organizzative (ad esempio: una efficace modalità operativa di risoluzione di una criticità) da trasferire attraverso attività di diffusione.
Gli strumenti adottati possono essere:
- Tutorial: oggetti formativi di introduzione a un applicativo che descrivono processi, fasi, ruoli e funzionalità attraverso animazioni, immagini e testo consultabili dalla pagina di accesso all’applicativo per la condivisione della conoscenza del nuovo sistema.
- How-to-use (help evoluto contestuale): integrazione di oggetti formativi all'interno di un applicativo costituiti da spiegazioni animate delle funzionalità e da memo/note (testo e immagini) descrittivi di passaggi cruciali della procedura, consultabili attraverso pulsanti contestuali per un supporto continuo e persistente all’utilizzo del sistema.
- Action learning: attività di formazione esperienziale in piccoli gruppi focalizzata alla risoluzione di specifici problemi organizzativi e/o all’individuazione delle buone pratiche necessarie all’applicazione pratica di nuove modalità di lavoro. Questa attività di formazione intervento può essere realizzata attraverso la collaborazione/interazione di referenti interni ed esperti esterni.
Applicazioni e contesti di questa modalità di apprendimento possono essere: apprendimento continuo in termini di persistenza e di supporto all’inserimento di nuove risorse (neo-assunti e/o soggette a cambiamenti organizzativi).
Vantaggi: accesso immediato e senza limitazioni: tutti gli utenti dell’applicativo possono accedere alle risorse di apprendimento.
Svantaggi: assenza di tracciatura e monitoraggio della fruizione da parte degli utenti.
La verifica dell’efficacia di questa modalità formativa prevede un’attività di valutazione della performance sul lavoro, a cura dei responsabili gerarchici delle risorse coinvolte nella formazione. Un indicatore secondario di valutazione può essere rappresentato dal clima, influenzato da una maggior facilità di accesso all’informazione/formazione che permette di svolgere le attività lavorative con maggior fluidità e meno rallentamenti dovuti alla mancata conoscenza di elementi necessari all’utilizzo efficiente ed efficace dei sistemi.
Ultimo aggiornamento ( 29 luglio 2011 )